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 William Shakespeare ::..
Sonetto CIX
Shakespeare

Non dire mai che il mio cuore ti è stato infedele
Sebbene la lontananza sembrasse attenuare la mia fiamma:
Potrei forse allontanarmi da me stesso? No, come non potrei
Abbandonare la mia anima che è chiusa nel tuo petto:
Quella è la casa del mio amore. Se ho vagato,
Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa,
Giusto in tempo, dal tempo non cambiato,
Porto l’acqua nella fedeltà per lavare le sozzure del viaggio.
Non credere – benchè nella mia natura regni
La fragilità che assedia ogni tipo di sangue –
Che io possa stupidamente insozzare quell’acqua,
Che io lasci per un nulla la tua ricchezza di bontà:
Perchè nulla è per me l’intero l’universo…
Tranne te, mia Rosa: nell’universo sei tu il mio tutto.
 

William Shakespeare
nacque nell'aprile del 1564
(fu battezzato il 26,
ma per tradizione la nascita
si celebra il 23, giorno di
San Giorgio patrono
della nazione) a Stratford-upon-Avon,
grosso centro del
Warwickshire, a nord-ovest di Londra
 

Sonetto CXIII || Fa pure del tuo peggio per sfuggirmi || Sonetto XXIII || Sonetto CIX
Sonetto N° 88 || Sogno di una mezza estate || Sonetto N° 128