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   Poesie >>Giacomo Leopardi ::..
L'INFINITO
Giacomo Leopardi


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
 
 
Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi nasce a
Recanati nel 1798 dal conte
Monaldo e Adelaide Antici.
 

Il passero solitario || L'infinito || A Silvia || La quiete dopo la tempesta
Il sabato del villaggio || La sera del dì di festa ||
All'Italia || Bruto minore
A un vincitore nel pallone || Alla primavera || Ultimo canto di saffo
Il primo amore || Alla luna || Il sogno || Consalvo || Alla sua donna
Al conte Carlo Pepoli || il risorgimento || Le ricordanze || Canto notturno
Il pensiero dominante || Amore e morte || A se stesso || Sopra il monumento di dante
Nelle nozze della sorella Polina || Aspasia || Aspasia || Sopra un basso rilievo
sopra il ritratto || Il tramonto della luna