|
Ubriaco si infila ignaro nel letto della vicina
Francoforte - Si è infilato nel letto e ha cominciato ad abbracciare la moglie,
che però opponeva resistenza. Ha provato a insistere, ma niente da fare. Finché
lei è riuscita a farglielo capire: altro che moglie, era la vicina di casa.
Davanti ai giudici, di fronte ai quali ha ammesso ogni addebito, il distinto
signore tedesco di cinquantaquattro anni ha spiegato la sua colpa e ha accolto
senza fiatare la condanna a pagare 6 mila marchi di multa. Le cose erano andate
così. Dopo un furioso litigio, la moglie lo aveva cacciato di casa e si era
chiusa dentro a chiave. Lui si era consolato con una bottiglia di grappa,
decidendo quindi di rientrare in casa dalla finestra della veranda, per far
pace. Ma l'alcol gli ha giocato un brutto scherzo:
ha infilato la finestra dell'appartamento accanto, e di qui l'errore di letto e
di persona. I giudici sono stati comprensivi e non hanno ritenuto fondata
l'accusa di tentata violenza.
Le api si ubriacano col nettare a base d'alcol
Londra - Avete mai visto un'ape zigzagare in modo strano? La spiegazione è molto
semplice:
quell'ape era ubriaca. E uno scienziato australiano il professor Errot Assan il
padre della teoria delle api sbronze. La colpa è tutta del nettare fermentato,
che contiene fino al dieci per cento di alcol.
Alle api succede - spiega Assan in un suo studio - di essere attratte in modo
irresistibile da quel nettare. Si ubriacano al punto di non riconoscere più
l'ingresso dell'alveare e di incorrere in «incidenti di volo».
Si getta due volte dalla finestra: lo salva sempre la stessa auto
Kenmore (New York, Usa) - Maldestro, recidivo, ma ancora vivo. Due volte di
seguito ha provato a uccidersi gettandosi dal terzo piano, ma entrambe le volte
è rimbalzato sul tetto della stessa auto, parcheggiata proprio lì sotto.
L'aspirante suicida è un uomo di trenta anni di Kenmore il quale - ha detto la
polizia - ha riportato soltanto la frattura di un polso e di una caviglia, oltre
a contusioni e ferite al viso.
AI primo tentativo l'uomo ha dovuto prendere la rincorsa e sfondare i vetri
perché la finestra non voleva saperne di aprirsi. Da lì è caduto su un'auto
parcheggiata ferendosi leggermente. Ancora in preda al proprio raptus, reso anzi
più acuto dalla rabbia per l'insuccesso, è rientrato precipitosamente
nell'edificio, ha preso l'ascensore fino allo stesso piano (a circa tredici
metri dal suolo) e, dalla medesima finestra (ormai aperta), si è lanciato di
nuovo nel vuoto. Cadendo puntualmente sulla stessa vettura.
1 -
2 -
3 -
4 -
5 -
6 -
7 - Pag8 -
9 -
10 -
11 -
12 -
13 -
14 -
15 |